Descrizione
"Come vederci chiaro in un vicolo cieco" è lavoro auto prodotto, il mio primo lavoro ufficiale. Questo libro segna la realizzazione di un sogno, la consacrazione personale del raggiungimento di un importante obiettivo. Gli otto racconti che compongono quest’opera narrativa sono stati scritti quasi di getto, ma arduo è stato il lavoro di rifinitura. Se è stato impossibile trovare qualcuno disposto a produrlo, difficile è stato scovare qualcuno che ascoltasse le mie esigenze nel poter dare alla luce qualcosa di concreto che potesse essere distribuito alla gente. Poi quando ormai ero rassegnato alla rinuncia ecco il colpo di scena e la possibilità di autoprodurre un qualcosa che fosse originale. Questo libro è il frutto di un duro lavoro di collaborazione con un gruppo di persone (spesso sconosciute tra loro) spinte solo dalla grande passione di voler raccontare qualcosa di nuovo, di diverso ed ironico. I racconti sono scritti in prima persona e le storie ruotano attorno alle disavventure di un unico protagonista, Alfredo Bronson accompagnato dal suo fedele e inossidabile amico Rolando. Da autore non ho avuto problemi a vestire i panni di Alfredo Bronson e negli 8 racconti proposti, cerco di presentare in tono spassionato, ironico e sarcastico quelle che sono le nevrosi e le tensioni comuni alla maggior parte di noi. Ne risulterà un quadro bizzarro, spesso realistico a volte grottesco ma solo agli occhi di chi professa un becero perbenismo sociale. Sicuramente non è la migliore espressione del Politically Correct, ma d’altronde seguire le regole e la normalità non piace proprio più a nessuno.
“…Come vederci chiaro in un vicolo cieco…” è la ”Storia di un Eroe”, sì perché Alfredo Bronson, il protagonista, non è un eroe in quanto conquistatore di territori, non ha scoperto medicine per debellare i mali del secolo, probabilmente non vincerà mai il Nobel per qualche scoperta scientifica ma Alfredo Bronson è l'eroe dentro di noi, l'eroe della vita quotidiana quella fatta di tante piccole sconfitte e di rare vittorie.
Alfredo Bronson è nostro fratello, nostro padre, il nostro miglior amico o nostro figlio...è lo specchio di quel che siamo e che viviamo, ma con un coraggio che forse non è proprio a tutti.
E’ l’Uomo che ha coraggio di mostrarsi in tutta la sua fragilità, a volte con un pizzico di cinica dolcezza, o con la disillusione che ogni evento negativo della sua vita gli porta. Inconsapevolmente e altrettanto meravigliosamente sa trarre da tutto l'aspetto ironico, spesso irriverente, che è la molla che lo spinge e lo sostiene traendone comunque insegnamento e speranza.
Alfredo Bronson è un ottimista, inguaribile romantico. E’ la tenerezza volta alle persone di tutti i giorni che vivono una straordinaria normalità: la nostra fruttivendola, il postino rompiscatole piuttosto che la fornaia, è nostra madre preoccupata di assicurarsi un nostro sorriso ogni giorno.
In ognuno di noi, uomini o donne, spero ci sia un po’ di lui.
Alfredo Bronson è la speranza: inseguire un sogno può portare a realizzarlo. L’importante è crederci. Qui e ora….sempre!
IL PROTAGONISTA
Circa sei anni fa, in una notte d’estate ed in una difficile situazione psicologica, nacque quasi per caso il personaggio Alfredo Bronson. In principio doveva vestire i panni di un rivoluzionario coraggioso che avrebbe dovuto ribaltare a suo favore qualsiasi situazione e prendersi le meritate rivincite. Durante questi anni però, questa figura ha assunto più verosimilmente il ruolo di alter ego, accompagnandomi fedelmente nella mia quotidianità. È stato inevitabile che il personaggio si colorasse di tinte diverse da quelle che avevo immaginato in principio, ritrovandosi invece a vestire i panni di un eroe sfigato dei nostri tempi che vive tutti i disagi di una società che affonda sempre più le radici nel sesso e che non riesce a limare le incomprensioni ataviche nel rapporto tra uomo e donna. Così, quasi per caso, il personaggio si è arricchito delle mie personali esperienze e di quelle delle persone a me vicine. Con il passare del tempo la pressione del personaggio Bronson sull’autore stesso si faceva sempre più insistente, cosicché un giorno, ho deciso di dargli voce ammettendo il mio disagio che spesso coincideva con quello di chi mi era vicino.
Ho impugnato la penna e ho raccontato le avventure di Alfredo Bronson. In questi pochi racconti troverete una narrativa che non vuole essere pedagogica, ma solo un piacevole passatempo che inneschi una riflessione volta al sorriso. Chi ha scritto questi racconti d’altronde non si definisce né scrittore né poeta, ma solo un semplice cantastorie che spera di poter far passare qualche ora serena regalando un po’ di buon umore. Sono sicuro che qualcuno si ritroverà nelle storie narrate che, seppur elaborate spingendo alcune situazioni all’estremo, sono frutto di una realtà vissuta. Però fate attenzione perché se dovesse capitare che leggendo vi accorgeste di sorridere beh… allora sarete anche voi, vostro malgrado, protagonisti di questo libro. È quello che mi auguro perché se così fosse, avrei centrato l’obiettivo che mi prefissavo. Non certo il business, quello lo lasciamo fare a chi ha i soldi, ma l’affrontare situazioni imbarazzanti con la gioia di riconoscersi. Dopotutto, ognuno di noi custodisce una storia bizzarra di cui non andare fiero ma che, chissà da quanto tempo, avrebbe voglia di confessare. Ma queste sono le situazioni che viviamo dalle quali spesso cerchiamo di sfuggire nascondendoci dietro un dito. Basterebbe sorridere delle proprie disavventure per affrontare le prossime con più serenità. Insomma, per farla il più breve possibile, spero che questo libro, che per me coincide con il mio primo lavoro edito e autoprodotto, possa regalarvi un sorriso sincero una volta letta l’ultima pagina. Mi scuserete in anticipo qualora nei racconti ci siano errori o piccole inesattezze, questo è stato un lavoro di collaborazione che ha unito diverse persone a distanza spinte solo dalla passione nel voler raccontare qualcosa di nuovo. Sono convinto che alla fine riuscirete anche voi a sentire la figura di Alfredo Bronson familiare come lo è per me…Ed ora non mi resta che auguravi buona lettura.
ALESSANDRO NOBILI - BIOGRAFIA
Partendo dall’assioma che la biografia è la narrazione della vita di una persona, diciamo allora che nei miei confronti c’è davvero poco da dire. Quindi dovrò trovare il modo di inventarmi qualcosa per farvi passare cinque minuti senza annoiarvi.
Alessandro Nobili ossia il sottoscritto, nasce a Roma presso il nosocomio del “San Camillo” intorno alle 15 pm d’un infuocato 20 luglio 1972, sfiorando di appena quattro anni quella che rimarrà una data storica. Il 20 luglio 1969: l’uomo sulla Luna!
Evidentemente questa coincidenza legata alla Luna sarà in seguito decisiva alla formazione caratteriale che ci restituisce un allegro Alessandro spigliato cazzeggiatore ma anche un introverso e lunatico sognatore che predilige il romanticismo alla fredda realtà. La prima infanzia scolastica è funestata dall’esperienza indelebile quanto traumatica delle suore Sacramentine del Sacro Cuore. Ricordo ancora il refettorio, quel sugo senza sale e acquoso dei primi piatti che si era costretti a mangiare altrimenti non si sarebbe mangiato il secondo (che veniva portato da casa). La resistenza dura un paio d’anni poi la mamma decide di dirottarmi sull’asilo comunale proprio sotto casa. Brillantemente supero le elementari poi di slancio e con un bel “distinto” anche le medie. Allo stesso istante però allo studio prese pericolosamente il sopravvento la passione sportiva per il calcio che mi portò ad attraversare Roma per lungo e largo per 4 giorni a settimana. All’inizio delle scuole Superiori scelsi l’indirizzo Tecnico Industriale facendomi convincere da un maestro di inglese che mi assicurò che lì avrei avuto più possibilità di trovare lavoro. Ma non appena misi piede in quella scuola capì la stronzata che commisi: non c’era una donna!
Fortunatamente trovai degli ottimi compagni di disavventura che resero meno amara la traversata di 5 anni che portò agli esami di stato per il Diploma. Quell’esame fu una catastrofe collettiva. Fummo salvati dalla bontà di una commissione che non capiva nulla delle materie che portavamo agli esami. Ad ogni modo me la cavai con un 48/60esimi e fui uno dei 5 su 16 che non prese 36/60esimi. Questo non mi aiutò a trovare lavoro con indirizzo tecnico, anzi le porte sembravano praticamente chiuse. Ero sempre più convinto che se avessi rivisto quel professore d’inglese l’avrei accoppato! Ma decisi di partire per il militare come volontario in Aeronautica. Prima Firenze tre mesi e mi andò bene, poi destinazione per 12 mesi: Martina Franca in valle d’Itria, Puglia tra i bianchi Trulli. L’unica consolazione era lo stipendio buono che percepivo da Sottotenente ma che spesi fino all’ultimo centesimo in cene e champagne al night e…in altre cose sollazzanti!
Fatto Ritorno dal militare trovai una raccomandazione per entrare in un Call Center che avrebbe operato nelle Istituzioni. Accettai con orgoglio e grande impegno. Dopo tre anni nel quale mi trattarono come un raccoglitore di cotone dell’Alabama, scoppiai e per i restanti quattro anni navigai tra un servizio e l’altro tirando a fare le cinque del pomeriggio inventandomi qualcosa per non lavorare. Fu proprio in questo buio periodo che maturai l’idea di gettare in campo l’estro nascosto e sepolto per anni. Presi spunto dal contesto giovanile e ludico del posto di lavoro e cominciai a cimentarmi in versi allegorici, poi sonetti romaneschi, racconti brevi e poesie in prosa. Quella situazione di frustrazione aveva acceso il fuoco sacro dell’ispirazione che ringraziando DIO sarebbe rimasta viva e mi accompagna da allora. Qui nasce la mia carriera da narratore, poeta e cantastorie di situazioni metropolitane che tutti possono indossare al momento opportuno. In quegli anni bui nonostante non me ne accorsi, stavo assimilando e studiando le persone attorno a me facendomi carico di tutte le loro sofferenze, virtù, passioni e soprattutto le nevrosi e le tensioni comuni alla maggior parte di loro. Così anno dopo anno mi resi conto che stavo pericolosamente riempiendo la mia stanza di fogli, bozze e faldoni pieni di appunti. Qualche amico cominciò a leggere quello che scrivevo e divertito mi esortò a far qualcosa di più. Ci provai, poco a dir la verità, perché mi resi conto che scrivevo principalmente per me stesso, per stare bene con me stesso. Poi, come spesso succede, basta un solo secondo per cambiare le prospettive della vita. Il 2008 è stato senz’altro un anno che ha segnato la mia vita e resterà scolpita in me la forza e la volontà di aver avuto il coraggio di investire su me stesso facendo partecipi tutti coloro che conosco e ho conosciuto in questi anni. Tutte le emozioni vissute, tutte le storie raccontate, gli aneddoti esilaranti, le paure. Ho raccolto e gettato tutto sulle pagine di un libro che ho voluto fortemente. E’ qui che nasce
“Come vederci chiaro in un vicolo cieco” un libro autoprodotto e composto di 8 racconti brevi con un unico personaggio, opera prima di un ciclo che anno dopo anno disegnerà ciò che è stato e che sarà attorno a me.
Ma credo di aver detto anche troppo…Vi aggiornerò alla prossima pubblicazione. E ora andate a leggere il mio libro e le disavventure di Alfredo Bronson! Poi, Fatemi sapere…
Alessandro Nobili
« Noi non facciamo altro che prepararci a vivere, ma non viviamo mai. »
(Ralph Waldo Emerson)