Route 66 e parchi - Lorenzo, Elisa e una Harley in USA!

Codice: route66


Descrizione
I miei fatidici quarant’anni sono arrivati a giugno 2009, da tempo avevamo sognato un viaggio in moto negli USA per festeggiare la ricorrenza.
I viaggi organizzati con guida, compagni di viaggio e trasporto bagagli non incontravano i nostri desideri, gli itinerari previsti non coincidevano con le nostre esigenze e ci piaceva l’idea di organizzare e realizzare un viaggio “nostro” da tutti i punti di vista.
La decisione finale è stata un viaggio che ci consentisse di percorrere buona parte della Route 66, di visitare alcuni parchi nazionali e alcune città con tre soli partecipanti: io, mia moglie e una moto.
La prima cosa da fare era trovare la moto, nonostante la propensione per le sportive abbiamo scelto, per comodità e innegabile fascino, una Harley Davidson Electra Glide.
Il noleggiatore più conosciuto negli Stati Uniti è Eaglerider, ha tantissime sedi e risulta molto affidabile da tutti i punti di vista, gli svantaggi sono: pagamento anticipato via internet con carta di credito (fiducia totale e pesante utilizzo del massimale della carta di credito) pagamento del costo previsto per la riconsegna in una sede diversa da quella di partenza direttamente all’arrivo e comunque, anche se non si hanno limiti di budget, una gestione abbastanza “fredda” di un aspetto molto importante come la moto per il viaggio. Curiosando in internet sono arrivato sul sito motoexploring.it tramite il quale ho conosciuto Cristina Finazzi, una persona simpatica, preparata, disponibile e affidabile che ci ha aiutato nell’organizzazione del viaggio. In pratica, tramite Cristina, abbiamo prenotato la moto da Eaglerider (a prezzi più bassi rispetto a quelli proposti dal sito di Eaglerider) pagando con metodi “tradizionali” il noleggio, le assicurazioni e il drop off della moto. Oltre alla gestione del noleggio ci ha proposto i voli a condizioni per noi introvabili, ci ha prenotato gli alberghi di Chicago e San Francisco (si sono rivelati perfetti per vistare le città senza moto) e ci ha aiutato/consigliato sulla base dell’itinerario che avevamo realizzato io e mia moglie. Grazie Cristina!!!
Veniamo al viaggio, come detto volevamo “66” e parchi per cui partenza da Chicago, inizio storico della route e bellissima città da visitare, arrivo a San Francisco, più comoda arrivando dai parchi e, a detta di tanti, molto più bella di Los Angeles che sarebbe l’arrivo classico della “66”.
La prima parte del viaggio ci ha portato a St.Louis (stupenda) Kansas City, Oklahoma City, Amarillo e Santa Fè seguendo la “old 66” (ben segnalata) e visitando, oltre alle città citate, i paesini tipici della route, il museo, la casa nativa di Abramo Lincoln (Sprigfield), il canyon di Palo Duro (secondo solo al Grand Canyon), il Cadillac Ranch e la famosa steakhouse “Bix Texan” (Amarillo).
Motociclisticamente parlando le strade sono abbastanza dritte con qualche Interstate per accorciare i tempi.

Nella seconda parte del viaggio abbiamo abbandonato la “66” puntando verso Durango, i paesaggi cambiano, si arriva a più di tremila metri di altezza, i panorami (e il divertimento nella guida) migliorano decisamente. Dopo un paio di giorni di montagne e la visita al Mesa Verde National Park, siamo arrivati a Moab dove abbiamo visitato il famoso Arches National Park (fantastico).
A seguire Kayenta e la Monument Valley passando per Canyonland, il Natural Bridges National Monument e Mexican Hat, lascio a chi ci è stato e a chi ci andrà la valutazione su questi posti incredibili. Tappa successiva Grand Canyon Village con imperdibile visita al Grand Canyon National Park con i suoi punti panoramici collegati da comode navette, pernottamento e partenza per la capitale del divertimento Las Vegas (esagerata).
Dalla vita straripante della “strip” si passa alla Death Valley, con le precauzioni del caso si può fare anche in moto (informarsi molto bene su tutto e prenotare per tempo il pernottamento nei pochi resort disponibili) noi siamo arrivati poco prima delle 19.00 a Zabriskie Point (da vedere al tramonto) abbiamo dormito a Furnace Creek e siamo partiti alle 6.00 di mattina passando dal lago salato “bad water” (da vedere all’alba) così facendo si evitano le ore più calde e si gode dello spettacolo più suggestivo; nel pomeriggio siamo andati a Three Rivers piccola località ai piedi del Sequoia Park. Il mattino successivo abbiamo visitato il Sequoia National Park con sequoie secolari e il famoso generale Sherman dal diametro alla base di 11,5 metri!! Nel pomeriggio abbiamo raggiunto la baia di Monterey sull’oceano pacifico passando (doveroso ed eccitante per un appassionato di Moto GP) per il circuito di Laguna Seca e il mitico “cavatappi”.
Ultima tappa in moto la litoranea che costeggia il pacifico da Monterey fino a San Francisco, il lettore CD dell’Electra passava, dopo tanto Blues, Country e Elvis, musiche Rock dei Led Zeppelin, Aerosmith e Red Hot Chilli Peppers aumentando il fascino degli ultimi chilometri (un grazie gigante ai nostri figli Luca e Laura per la colonna sonora del viaggio).
Prima di riconsegnare la moto abbiamo fatto il giro dei ponti di San Francisco per poi entrare nella downtown e scoprire una città decisamente affascinante.
E’ molto difficile riassumere in poche righe emozioni, luoghi, persone e tutto quanto è successo in tre settimane e 6.600 Km attraverso 10 stati, se qualcuno volesse dettagli e/o consigli saremo felici di condividere la nostra esperienza, il mio indirizzo email è lorenzo.bandini@xerox.com

Ciao a Tutti.

Lorenzo Elisa